venerdì, gennaio 09, 2009
Latin guerrillas e pussy conventions
Il cyberpunk è morto
da pike-eye.com
da integral-options.blogspot.com
Il corpo nel cyberspazio
da blogs.knoxnews.comCon le nuove tecnologie sembra ci possano essere le premesse per ripensare seriamente la corporeità in modo diverso, per non ricadere nella storica dimenticanza del corpo che ha caratterizzato l’Occidente. Il rischio che questa mossa si riproponga è evidente nelle assunzioni e nelle fantasie incorporee che circolano tra gli ingegneri del Cyberspazio e della realtà virtuale. Essi fanno spesso riferimento alla grande libertà corporea che le nuove tecnologie offrono, intendo per "libertà corporea" una eccitante "libertà dal corpo". Il desiderio di liberarsi del corpo, riconoscibile anche in molti altri atteggiamenti che circolano riguardo cyberspazio, si ricollega all’ansietà maschile per il controllo, al desiderio,ù
Gender e differenze sessuali
la De Laurentis pone la sua visione del soggetto come processo eccentrico a se stesso, cioè molteplice e scisso secondo un numero vasto di variabili, sempre imprigionato in un binarismo che ci impedisce di vedere la vera complessità dei rapporti di potere, che sono molteplici e complessi. Solo se riusciamo a pensare la molteplicità e non solo il DUE o l'Uno , potremmo arrivare allo sradicamento della visione classica del soggetto femminile. Donna Haraway continua sulla linea della De Laurentis, e del materialismo foucoliano; i suoi termini di riferimento immediato sono però la storia della scienza e della tecnologia, delle tecniche relative alla telematica e informatica, fino al Cyberpunk.
E' molto importante per D Haraway--pensare il femminismo insieme alla tecnologia più avanzata per essere all'altezza del secolo e propone di utilizzare la tecnologia come paradigmi che ci permettono di pensare all'identità in maniera più complessa e articolata, ci propone il posizionamento come categoria fondante di sapere. per poter elaborare una teoria bisogna partire dalla lucida consapevolezza di essere situate in un punto preciso, il posizionamento implica una rete di rapporti di classe, razza, cultura, che si strutturano. Il potere è ovunque nello schema della Haraway. L'idea che il soggetto possa essere ripensato con la CIBERNETICA cioè su un modello impersonale, multiplo fatto di connessioni costanti, è per Lei un punto chiave.
da tmcrew.org
da digitalphilosophy.wordpreess.com
Apolide, multiplo e cyber

Nel femminismo classico si cercava di costruire l'identita' femminile partendo da un soggetto centrale, il maschio, ed elaborando differenze rispetto a questo. La donna manteneva connotati di marginalita' e risultava essere un polo contrapposto e non paritetico rispetto alla dominanza del polo maschile, che cosi' diveniva quasi un soggetto universale neutro.Oggi, nell'epoca del post-moderno, lo sviluppo delle nuove tecnologie porta a riflessioni diverse. In Europa, e in genere nei paesi di lingua latina, prevalgono atteggiamenti quasi anti-tecnologici, che identificano nella Tekne ancora un simbolo del predominio maschile, portando in se' il rischio di arrivare ideologicamente a posizioni metafisiche.Nei paesi anglosassoni, la tecnica viene invece assorbita fino ad arrivare, in particolar modo nella Bay Area di San Francisco, alla nascita del cyberfemminismo, presente soprattutto nell'opera di Donna Haraway (autrice di "Manifesto Cyborg", edito in Italia da Feltrinelli). La tecnologia non e' piu' isolata e dicotomica di fronte all'umano, essere sessuato che nel processo si dissolve, incorpora e viene incorporato, fino ad arrivare ad un nuovo soggetto, fatto di uomo-animale-macchina, il CYBORG, ibrido di cibernetico e organismo. Il cyborg post-moderno accoglie il processo di autodissoluzione, senza preoccuparsi di mantenere un'identita' sessuale, e si riconosce in tutti i frammenti che rimangono e che non possono piu' essere ricomposti in una qualsiasi totalita' organica e narrazione.Per Donna Haraway, le identita' di classificazione sono inutili e obsolete, costruite e determinate dall'ambiente, mentre l'identificazione in generi multipli diviene sovversiva nei confronti degli stereotipi dominanti. Adriana Cavarero ha un approccio critico rispetto a queste posizioni: affermando che si puo' fare a meno del concetto di appartenenza sessuale, si rischia di creare un immaginario non corrispondente al reale e non utilizzabile sul piano politico.Nello Stato moderno si ha un dominio di tipo territoriale con un ambito spaziale ben definito (i confini), centralizzato, razionalizzato e legittimato dal comando dato a chi in esso ha la rappresentanza. Nel territorio si delegano a presenze centrali compiti non sostenibili dalle assenze periferiche, dislocando cosi' le presenze con scansioni anche temporali e cerimoniali (elezioni). La rete, con la sua struttura a nodi inter-comunicanti, mette in crisi questo modello. Nascono contatti multipli e incontrollabili tra molteplici presenze virtuali, saltano i ritmi temporali, si sfasa lo stesso ciclo giorno-notte, anche perche' il tempo del soggetto e' insufficiente rispetto ai tempi della rete.

In un ambiente in cui saltano tempo e spazio, entrano anche in crisi i quadri di riferimento della politica fisica, e causa prima di questo e' proprio la comunicazione inter-attiva. Il mondo fisico non riesce piu' a contenere il mondo virtuale, e questo comporta un ripensamento radicale del concetto di democrazia. La Cavarero critica inoltre l'approccio della Haraway paragonandolo alla nascita di un nuovo pensiero mitologico, in cui tutte le figure hanno polivalenza semantica in quanto ibridi, si veda la Sfinge. E osserva che tutte le mitologie sono allusive sul problema sessuale, che non e' invece superfluo, ma viene sempre ribadito anche nello scambio dei ruoli, in cui mai si cancella la differenza. Pur sostenendo la validita' del superamento delle dicotomie (es. uomo-donna come visto sopra), la relatrice vede un pericolo: un nuovo pensiero che non si da' pero' la possibilita' di ri-pensare, e che, soprattutto nel concetto di genere, potrebbe portare ad una fuga dalla "datita'" verso l'astrazione. Si rischia un nuovo processo di omologazione che, pur essendo fluido, diventa nuovamente uno stereotipo, in quanto tutto viene risucchiato dall'identita' comune. www.tmcrew.org/
Luminarie
da coloradocollege,com


