venerdì, gennaio 09, 2009

Latin guerrillas e pussy conventions

Per venire finalmente in Italia, mi sembra giusto ricordare l'unica valida scrittrice di narrativa cyberpunk : Isabella Santacroce con i suoi libri Fluo, Destroy e Luminal. Il gruppo di donne di Decoder, chiamato Cromosoma X con Rosa Braidotti hanno fondato il primo magazine cyberfemminista italiano "Fikafutura", ottimi articoli, argomentazioni che spaziano dall'arte alla politica, sempre improntate di umorismo e sano cinismo uterino, come il grandioso fumetto "Feti in Faccia". Tra i bios e biotecnologie, interviste a Kathy Acker prima della sua scomparsa, Donna Haraway , identificazione di rifiuto maternità come crimine del sovrappopolamento mondiale, richiamo alle madri consapevoli di un potere antico e non nucleo patriarcale dove il gusto sessuale è scelto dalla civiltà e così il dominio sul proprio corpo. Recensioni, libri, fanzines, bands, cybersex al femminile ecc..., purtroppo smesso di stampare dopo appena qualche numero. In Italia c'è anche la DW Press O Women's Press Agency, le guerriere del cyberfemminismo editrice Shake, punti di disaccordo e critica editoriale con la VNS Matrix, nell'idea generante che si riconduce a macchina o essere cyborg, di u punto di riflessione tra l'essere queer e cyberfemminist e offre spazio per interventi teorici e pratici,La Braidotti ha comunque dato un grosso contributo al movimento anche con dichiarazioni e convegni. Al primo convegno sul cyberfemminismo avvenuto nel 1997 a Kassel in Germania, gli interventi più interssanti oltre a quello di Donna Haraway e Sadie Plantsono stati appunto quelli della Braidotti. La Haraway cita appunto dal suo Manifesto che il problema è che i Cyborg sono figli illegittimi del militarismo e del capitalismo patriarcale oltre che del socialismo di Stato. Ma i figli illegittimi sono spesso estremamente ribelli alle loro origini, i padri in fondo non sono essenziali.Sadie Pland definisce il cyberfemminismo come un'insurrezione post umana, una rivolta emergente che coinvolge donne e computers contro la materialità reale del mondo e il suo patriarcato che cerca ancora di sottometterci , il computer è quindi un'alleanza dello "strumento" donne e macchina verso il "padrone" uomo.Questa visione utopica di rivolta si ritrova anche nel già citato Matrix's Cyberfemminist Manifesto, che dice: "Noi siamo il virus del nuovo mondo disordine/rottura il simbolico sabotatore delleo schermo del grande padre, il clitoride è la linea diretta del Matrix". I discorsi più interssanti e più positivi si hann oa questo convegno dalla Braidotti che sostiene che il cyborg ha bisogno di coltivare una cultura di gioia e affermazione.Le donne devono intraprendere una danza nel cyberspazio ma solo con la sicurezza che la gioia dei cowboys non riproduca un inequivocabile fallocentricità sotto una maschera di molteplicità.La Braidotti rifiuta il femminismo Old School anni 70, il "politically correct" asessuato, eppure adotta spesso il separatismo che anche secondo me a volte è necessario: non dobbiamo chiedere il permesso sottovoce, vergognandoci di volerci vedere solo tra donne. Anche lei supporta i movimenti giovanili e la comunicazione di base, non solo nel cyberspazio ma anche fuori, strategie e politiche consapevoli, usi di queste tecnologiepossono facilitare il lavoro di un movimento di transizione per filtrare un assalto ai Networks attraverso femminismo attivista, progetti di solidarietà , educazione, libertà , visione e resistenza e per creare effettivamente una solida politica femminista le cyberfemministe devono coalizzarsi fra loro e con altri gruppi di supporto per una linea unitaria.da www.hackerart.org

Akiba cyber

Sandy Stone & Transgender Feminism

Doll Face

Il cyberpunk è morto

da pike-eye.com

La conclusione del "cyberpunk" come esperienza letteraria è stata sancita, nel giugno del 1991, da un articolo di Bruce Sterling apparso sulla rivista inglese "Interzone" (Cyberpunk in the Nineties, tradotto come Il cyberpunk negli anni Novanta sul n. 2 dell'"Isaac Asimov Science Fiction Magazine"). In quelle pagine, il teorico riconosciuto del Movimento storicizzava i meriti di se stesso e dei propri colleghi, incitava a "superare" il lavoro già compiuto, inveiva contro gli imitatori superficiali e concludeva profetizzando che "gli anni Novanta non apparterranno al cyberpunk".Ciò nonostante, la fantascienza dell'ultimo decennio deve moltissimo al lavoro di Sterling e soci: i loro temi e le loro tecniche narrative si sono ormai diffuse a macchia d'olio nella narrativa di genere, aggiornandola. E se molti autori che facevano parte del movimento sono passati a occuparsi di altre cose, non è mancato chi negli anni successivi ha saputo riprodurne in un libro lo spirito originario, a cominciare naturalmente da Neal Stephenson con il suo ormai mitico Snow Crash.Ma oltre a Stephenson, anche altri autori hanno scritto "vero" cyberpunk dopo la data fatidica del 1991. Innanzitutto Pat Cadigan (di cui la ShaKe ha presentato il romanzo d'esordio Mindplayers), che continua a scrivere romanzi e racconti di chiara ispirazione cyberpunk. Ma la lista dei titoli recenti è ben nutrita e, solo per limitarci a quanto è stato tradotto in italiano, spazia dagli incubi surreali dell'inglese Richard Calder (Virus ginoide, Nord 1996) alle imitazioni giapponesizzanti e non del tutto riuscite di Alexander Besher. Una gamma di tentativi che testimonia, ancora una volta, la vitalità della formula letteraria lanciata da William Gibson nel 1984.da decoder.it

da integral-options.blogspot.com

Il corpo nel cyberspazio

da blogs.knoxnews.com


"Se l’età dell’informazione è un’estensione dell’età industriale, il divario corpo-soggetto dovrebbe aumentare e radicalizzarsi. Invece nella quarta epoca il divario nello stesso tempo si acuisce e scompare". All’interno del nuovo paradigma tecnologico del cyberspazio le categorie analitiche con cui siamo abituati a distinguere il biologico e il tecnologico, il naturale e l’artificiale, l’umano e il meccanico, non sono più affidabili.
Con le nuove tecnologie sembra ci possano essere le premesse per ripensare seriamente la corporeità in modo diverso, per non ricadere nella storica dimenticanza del corpo che ha caratterizzato l’Occidente. Il rischio che questa mossa si riproponga è evidente nelle assunzioni e nelle fantasie incorporee che circolano tra gli ingegneri del Cyberspazio e della realtà virtuale. Essi fanno spesso riferimento alla grande libertà corporea che le nuove tecnologie offrono, intendo per "libertà corporea" una eccitante "libertà dal corpo". Il desiderio di liberarsi del corpo, riconoscibile anche in molti altri atteggiamenti che circolano riguardo cyberspazio, si ricollega all’ansietà maschile per il controllo, al desiderio,ù
da tramanti.it


Chic




da darkroastedblend.com

Gender e differenze sessuali

Nel suo importante testo "Technologies of gender",
la De Laurentis pone la sua visione del soggetto come processo eccentrico a se stesso, cioè molteplice e scisso secondo un numero vasto di variabili, sempre imprigionato in un binarismo che ci impedisce di vedere la vera complessità dei rapporti di potere, che sono molteplici e complessi. Solo se riusciamo a pensare la molteplicità e non solo il DUE o l'Uno , potremmo arrivare allo sradicamento della visione classica del soggetto femminile. Donna Haraway continua sulla linea della De Laurentis, e del materialismo foucoliano; i suoi termini di riferimento immediato sono però la storia della scienza e della tecnologia, delle tecniche relative alla telematica e informatica, fino al Cyberpunk.

E' molto importante per D Haraway--pensare il femminismo insieme alla tecnologia più avanzata per essere all'altezza del secolo e propone di utilizzare la tecnologia come paradigmi che ci permettono di pensare all'identità in maniera più complessa e articolata, ci propone il posizionamento come categoria fondante di sapere. per poter elaborare una teoria bisogna partire dalla lucida consapevolezza di essere situate in un punto preciso, il posizionamento implica una rete di rapporti di classe, razza, cultura, che si strutturano. Il potere è ovunque nello schema della Haraway. L'idea che il soggetto possa essere ripensato con la CIBERNETICA cioè su un modello impersonale, multiplo fatto di connessioni costanti, è per Lei un punto chiave.
da tmcrew.org

da digitalphilosophy.wordpreess.com

Apolide, multiplo e cyber

da planetdemay.com
Relazione sull'incontro con Adriana Cavarero (esponente del "pensiero della differenza sessuale" e docente di Filosofia Politica all'Università di Verona), tenutosi a Vicenza il 18 Aprile 1997 presso la libreria SpazioPiú nell'ambito dell'iniziativa Cavalieri Elettrici.
Nel femminismo classico si cercava di costruire l'identita' femminile partendo da un soggetto centrale, il maschio, ed elaborando differenze rispetto a questo. La donna manteneva connotati di marginalita' e risultava essere un polo contrapposto e non paritetico rispetto alla dominanza del polo maschile, che cosi' diveniva quasi un soggetto universale neutro.Oggi, nell'epoca del post-moderno, lo sviluppo delle nuove tecnologie porta a riflessioni diverse. In Europa, e in genere nei paesi di lingua latina, prevalgono atteggiamenti quasi anti-tecnologici, che identificano nella Tekne ancora un simbolo del predominio maschile, portando in se' il rischio di arrivare ideologicamente a posizioni metafisiche.Nei paesi anglosassoni, la tecnica viene invece assorbita fino ad arrivare, in particolar modo nella Bay Area di San Francisco, alla nascita del cyberfemminismo, presente soprattutto nell'opera di Donna Haraway (autrice di "Manifesto Cyborg", edito in Italia da Feltrinelli). La tecnologia non e' piu' isolata e dicotomica di fronte all'umano, essere sessuato che nel processo si dissolve, incorpora e viene incorporato, fino ad arrivare ad un nuovo soggetto, fatto di uomo-animale-macchina, il CYBORG, ibrido di cibernetico e organismo. Il cyborg post-moderno accoglie il processo di autodissoluzione, senza preoccuparsi di mantenere un'identita' sessuale, e si riconosce in tutti i frammenti che rimangono e che non possono piu' essere ricomposti in una qualsiasi totalita' organica e narrazione.Per Donna Haraway, le identita' di classificazione sono inutili e obsolete, costruite e determinate dall'ambiente, mentre l'identificazione in generi multipli diviene sovversiva nei confronti degli stereotipi dominanti. Adriana Cavarero ha un approccio critico rispetto a queste posizioni: affermando che si puo' fare a meno del concetto di appartenenza sessuale, si rischia di creare un immaginario non corrispondente al reale e non utilizzabile sul piano politico.Nello Stato moderno si ha un dominio di tipo territoriale con un ambito spaziale ben definito (i confini), centralizzato, razionalizzato e legittimato dal comando dato a chi in esso ha la rappresentanza. Nel territorio si delegano a presenze centrali compiti non sostenibili dalle assenze periferiche, dislocando cosi' le presenze con scansioni anche temporali e cerimoniali (elezioni). La rete, con la sua struttura a nodi inter-comunicanti, mette in crisi questo modello. Nascono contatti multipli e incontrollabili tra molteplici presenze virtuali, saltano i ritmi temporali, si sfasa lo stesso ciclo giorno-notte, anche perche' il tempo del soggetto e' insufficiente rispetto ai tempi della rete.


da soldiblog.it

In un ambiente in cui saltano tempo e spazio, entrano anche in crisi i quadri di riferimento della politica fisica, e causa prima di questo e' proprio la comunicazione inter-attiva. Il mondo fisico non riesce piu' a contenere il mondo virtuale, e questo comporta un ripensamento radicale del concetto di democrazia. La Cavarero critica inoltre l'approccio della Haraway paragonandolo alla nascita di un nuovo pensiero mitologico, in cui tutte le figure hanno polivalenza semantica in quanto ibridi, si veda la Sfinge. E osserva che tutte le mitologie sono allusive sul problema sessuale, che non e' invece superfluo, ma viene sempre ribadito anche nello scambio dei ruoli, in cui mai si cancella la differenza. Pur sostenendo la validita' del superamento delle dicotomie (es. uomo-donna come visto sopra), la relatrice vede un pericolo: un nuovo pensiero che non si da' pero' la possibilita' di ri-pensare, e che, soprattutto nel concetto di genere, potrebbe portare ad una fuga dalla "datita'" verso l'astrazione. Si rischia un nuovo processo di omologazione che, pur essendo fluido, diventa nuovamente uno stereotipo, in quanto tutto viene risucchiato dall'identita' comune. www.tmcrew.org/

Luminarie

da coloradocollege,com
La principale luminare delle correnti più ribelli è senz'altro Donna Haraway, scrittrice e teologa, (che al momento insegna storia della conoscenza all'università di Santa Cruz , California) influenzata da filosofie femministe tanto quanto la fantascienza sia su carta che su schermo fonde ed esplora l'immaginario e il reale fra umano/macchina/animale, la natura umana modificata con le rivoluzioni industriali ed il progresso.La Haraway mette in discussione ogni cosa socialmente e quindi patriarcamente predefinita: razza, classe, sesso, gender, dando una nuova ottica di impronta futuristica ovviamente influenzata da scrittori cyberpunk. Tra i suoi libri di maggior interesse c'è il "Manifesto Cyborg" che ci pone davanti ad una visione di interfaccia tra umano e macchina, raccomanda una pratica rivoluzionaria di similutini non discriminanti alla Philip K.Dick's di Blade Runner. Abolizione della concezione di sesso tradizionale, donna fattrice (NR perché non dare ad una incubatrice il ruolo di gravida?) e celebra il cyborg costruito androgino come potenziale vittoria del femminismo.Scrive anche, come narrativa estrema "Primitive Visions" e "Modest Witness @ Second Millenium", l'ultimo è un racconto allucinato ma quanto mai reale nei nostri sogni futuri : una valle di cyborg ove le forme viventi sono patetiche, i computer mediano rappresentazioni di vita,tecnologie riproduttive, tutto contornato da ingegneri genetici e ricerca nucleare.Donna Haraway fa parte di quella branchia del cyberfemminism più agguerrita, come nella prima metà degli anni 90 gruppi come le "Guerrillas Girls" assalitrici cibernetiche di iniziative e fanzines multimediali e non, che come scopo avevano la rivoluzione e la divulgazione di materiali NO PROFIT.Questo e altre congreghe di ragazze molto giovani, si è sviluppato grazie anche al movimento musicale nato negli USA "Riot Grrrls" (infatti molti gruppi di ragazze su net hanno nomi con la parola GIRL scritta GRRRLS, come fosse un ringhio di rivolta) molto politicizzato con testi impegnati e i concerti adibiti a veri e propri luoghi di scambio di materiali autoprodotti da ragazze.Questo movimento si è andato purtroppo in parte affievolendo già da qualche anno, lasciando spazio alla branchia meno radicale del cyberfemminismo, che è secondo me comunque importante e attiva ma non abbastanza incazzata.
da www.hackerart.org